Con comunicato stampa del 25 marzo 2025 n. 32, il MEF informa che è in arrivo un intervento normativo da parte del Governo per garantire l’applicazione delle nuove aliquote IRPEF 2025 già nel calcolo degli acconti d’imposta. La decisione arriva in seguito alle preoccupazioni sollevate da CAF e sindacati, che avevano evidenziato il rischio di un disallineamento tra le aliquote del 2024 e quelle previste per il nuovo anno fiscale.
Le nuove aliquote IRPEF 2025
Dal 1° gennaio 2025, la riforma fiscale prevede una nuova struttura dell’IRPEF con tre scaglioni di reddito:
- 23%, per i redditi fino a 28.000 euro;
- 35%, per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro;
- 43%, per i redditi oltre 50.000 euro.
L’intervento normativo permetterà ai contribuenti di applicare sin da subito le nuove aliquote nella determinazione degli acconti IRPEF, evitando così complicazioni nei versamenti e possibili sanzioni.
Obiettivo: semplificazione fiscale
Con questa misura, il Governo punta a semplificare il sistema fiscale e a garantire una maggiore equità nella tassazione dei redditi. L’adeguamento normativo sarà inserito in uno dei prossimi provvedimenti fiscali, con l’obiettivo di fornire chiarezza ai contribuenti prima delle scadenze di versamento degli acconti.
Il maggior onere fiscale deriverebbe, secondo l’interpretazione riportata dai CAF, dall’applicazione della disposizione contenuta nell’art. 1 c. 4 D.Lgs. 216/2023, che, prevedendo la riduzione dal 25 al 23% dell’aliquota IRPEF per i redditi da 15.000 a 28.000 euro e l’innalzamento della detrazione di lavoro dipendente da 1.880 euro a 1.955 euro, ha stabilito che tali interventi non si applicano per la determinazione degli acconti dovuti per gli anni 2024 e 2025 per i quali si deve considerare la disciplina in vigore per l’anno 2023.
Al riguardo, si premette che l’incongruenza evidenziata dai CAF deriva dal fatto che le aliquote, gli scaglioni e le detrazioni IRPEF sono stati in una prima fase modificati in via temporanea, per un solo periodo d’imposta (2024), e successivamente stabilizzate a regime dal 2025.
Inoltre, si fa presente che con la disposizione in questione si intendeva sterilizzare gli effetti delle modifiche alla disciplina IRPEF soltanto in relazione agli acconti dovuti dai soggetti la cui dichiarazione dei redditi evidenziava una differenza a debito di IRPEF, in quanto percettori di redditi ulteriori rispetto a quelli già assoggettati a ritenuta d’acconto.
L’intenzione del legislatore non era, quindi, volta a intervenire nei confronti di soggetti, come la maggioranza dei lavoratori dipendenti e pensionati, che, in mancanza di altri redditi, non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Pertanto, la disposizione di cui all’art. 1 c. 4 D.Lgs. 216/2023 va interpretata nel senso che l’acconto per l’anno 2025 è dovuto, con applicazione delle aliquote 2023, solo nei casi in cui risulti di ammontare superiore a euro 51,65 la differenza tra l’imposta relativa all’anno 2024 e le detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto, il tutto però calcolato secondo la normativa applicabile al periodo d’imposta 2024.
Le reazioni al provvedimento
L’intervento del Governo ha ricevuto un’accoglienza mista. Da un lato, associazioni di categoria e commercialisti hanno espresso apprezzamento per la tempestività della misura, sottolineando che essa evita confusione nel calcolo degli acconti e possibili errori nella compilazione delle dichiarazioni dei redditi. Dall’altro, alcuni sindacati e partiti d’opposizione ritengono che il provvedimento sia solo un palliativo e chiedono una riforma fiscale più ampia e strutturale, capace di ridurre la pressione fiscale sui redditi medio-bassi.
Le prossime scadenze per i contribuenti
Confermato il calendario dei versamenti:
- 16 giugno 2025: scadenza per il versamento del primo acconto IRPEF per chi paga in un’unica soluzione;
- 30 novembre 2025: termine per il secondo acconto, oppure per chi opta per il pagamento in due rate.
Si attendono chiarimenti ufficiali su eventuali aggiornamenti nei software per la dichiarazione dei redditi, in modo da applicare correttamente le nuove aliquote senza errori di calcolo.
Verso una riforma più ampia?
Alcuni esperti ritengono che questa modifica sulle aliquote IRPEF sia solo il primo passo verso una riforma fiscale più profonda. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha già annunciato che il Governo sta lavorando a nuove misure per semplificare ulteriormente il sistema tributario, ridurre il carico fiscale sul lavoro e incentivare la crescita economica.
Nei prossimi mesi potrebbero arrivare nuove proposte, tra cui una revisione delle detrazioni e deduzioni fiscali, oltre a incentivi per le imprese e i lavoratori autonomi.
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