ITALIA ECONOMY – Il futuro dell’accesso al credito per le imprese


La tecnologia sta rivoluzionando il mondo della finanza, rendendo l’accesso al credito più rapido ed efficiente. Paul Renda, Ceo di Miller Group e fondatore di Miller Capital, spiega come l’innovazione stia cambiando le regole del gioco per le imprese

La finanza sta cambiando grazie a IA, Open Banking e blockchain, rendendo l’accesso al credito più efficiente per le Pmi. Paul Renda, Ceo di Miller Group e fondatore di Miller Capital, analizza sfide e opportunità della finanza digitale e i trend futuri.

Il settore finanziario sta vivendo una trasformazione profonda grazie alla tecnologia. Con il recente lancio di Miller Capital, quale ruolo vede per l’innovazione nel migliorare l’accesso al credito per le imprese?

«Oggi la tecnologia non è solo un supporto, ma un vero e proprio acceleratore dell’accesso al credito. Gli strumenti digitali superano i limiti del sistema bancario tradizionale, offrendo nuove opportunità alle imprese, soprattutto alle Pmi. Tre elementi chiave stanno guidando questa trasformazione. Open Banking e PSD2: grazie all’accesso ai dati finanziari in tempo reale, possiamo analizzare non solo lo storico creditizio di un’azienda, ma anche il suo flusso di cassa attuale e le sue prospettive future.

Questo consente di ridurre la dipendenza dai tradizionali modelli di scoring e dare credito a realtà che non avrebbero ottenuto finanziamenti con i metodi tradizionali. Intelligenza artificiale e analisi predittiva: con l’IA possiamo valutare il rischio di credito in modo più preciso, combinando fattori finanziari e operativi con dati di mercato. Non ci limitiamo a un’istantanea del passato, ma analizziamo trend, comportamenti di pagamento e segnali deboli che possono anticipare il potenziale di un’impresa. Questo significa decisioni di credito più rapide e modelli più equi. Blockchain per la trasparenza: stiamo lavorando su soluzioni che permettono di certificare in modo sicuro e immutabile le informazioni finanziarie di un’azienda.

Questo è particolarmente utile nelle operazioni di finanziamento strutturato, dove serve una verifica affidabile dei dati. Un caso concreto riguarda una Pmi nel settore manifatturiero che si è rivolta a noi dopo aver trovato ostacoli nel finanziamento tradizionale. Grazie a IA e Open Banking, abbiamo evidenziato la sua solidità operativa oltre i bilanci storici, ottenendo credito a condizioni migliori. Il processo, automatizzato al 90 per cento, ha accelerato l’istruttoria e l’erogazione. Con Miller Capital, vogliamo estendere questo modello, rendendo il credito più accessibile ed efficiente per le imprese».

Uno dei problemi principali per le Pmi italiane è il finanziamento della crescita. Quali sono le principali difficoltà che le imprese incontrano nel reperire capitali e in che modo l’innovazione finanziaria può aiutarle?

«Dal mio punto di vista, oggi i tre ostacoli principali che le imprese incontrano nell’accesso al credito sono i seguenti. Accesso limitato a strumenti finanziari evoluti: molte aziende si affidano ancora ai canali bancari tradizionali, senza esplorare soluzioni più innovative come venture debt, minibond, direct lending o piattaforme fintech. Spesso il problema non è la mancanza di fondi, ma la scarsa conoscenza delle alternative disponibili.

Difficoltà di patrimonializzazione: molte Pmi hanno strutture patrimoniali fragili o capitalizzazioni insufficienti. Questo limita la loro capacità di ottenere credito a condizioni vantaggiose, costringendole a tassi più elevati o a garanzie onerose. Processi di valutazione lenti e obsoleti: la maggior parte delle banche utilizza ancora modelli di scoring tradizionali, basati su bilanci storici.

Questo penalizza le aziende in forte crescita o con business innovativi, che hanno prospettive promettenti ma dati di bilancio non ancora consolidati. Per colmare il divario tra domanda e offerta di capitali, serve maggiore integrazione tra imprese, banche e investitori, oltre a più trasparenza e formazione finanziaria. Il futuro del credito sarà più rapido, personalizzato e integrato nei processi aziendali, supportando le Pmi in modo più efficace».

Negli ultimi anni si parla sempre più di finanza sostenibile e investimenti ESG. In che modo questi fattori stanno influenzando l’accesso al credito per le imprese?

«La sostenibilità è ormai decisiva per ottenere capitali: banche e investitori premiano le aziende con modelli produttivi green e socialmente responsabili. Il cambiamento è evidente in tre aree chiave.

Condizioni di finanziamento più vantaggiose: molti strumenti agevolati e fondi privati sono ormai vincolati a progetti ESG, offrendo tassi migliori e linee di credito dedicate alle aziende che investono in innovazione sostenibile. Nuovi criteri di valutazione: il merito creditizio non si basa più solo su indicatori finanziari, ma sempre più su impatto ambientale, governance e strategie di lungo termine. Le aziende con un piano ESG chiaro risultano più attrattive per investitori e istituti finanziari. Obblighi normativi e competitività: l’Unione Europea sta introducendo standard sempre più stringenti su rendicontazione e sostenibilità.

Le imprese che si adeguano rapidamente non solo riducono il rischio di esclusione dal credito, ma migliorano la loro posizione sul mercato rispetto ai concorrenti meno strutturati. Guardando al futuro, la capacità delle imprese di integrare la sostenibilità nel proprio modello di business sarà sempre più una leva di crescita, non solo in termini di impatto ambientale, ma anche per migliorare accesso ai capitali, solidità finanziaria e competitività internazionale».

L’internazionalizzazione rappresenta una leva strategica per la crescita delle imprese italiane, ma spesso il reperimento di capitali per espandersi all’estero è complesso. Quali sono le principali difficoltà e le soluzioni più efficaci?

Espandersi sui mercati internazionali richiede capitali, strategia e strumenti finanziari adeguati, ma molte imprese italiane incontrano difficoltà su tre fronti. Accesso a finanziamenti mirati: le aziende che vogliono internazionalizzarsi si scontrano con una carenza di strumenti di credito dedicati, trovandosi spesso a dover finanziare l’espansione con risorse proprie o con linee bancarie non strutturate per operazioni estere. Gestione del rischio e garanzie: operare su mercati internazionali comporta rischi valutari, normativi e commerciali. Molti istituti di credito richiedono garanzie elevate, rendendo più difficile per le Pmi ottenere capitali senza ipotecare asset strategici.

Conoscenza delle opportunità finanziarie: esistono fondi europei, agevolazioni pubbliche e strumenti di finanziamento dedicati all’export, ma spesso le imprese non ne sono consapevoli o non hanno accesso a competenze specialistiche per sfruttarli al meglio.

Guardando al futuro, quali saranno i principali trend nell’accesso al credito per le imprese e come possono prepararsi le aziende per cogliere al meglio queste opportunità?

«Il mondo della finanza d’impresa sta cambiando rapidamente, e nei prossimi anni vedremo tre tendenze chiave che trasformeranno l’accesso ai capitali. Finanza più digitale e integrata: l’embedded finance, ovvero l’integrazione del credito direttamente nei processi aziendali, diventerà sempre più diffusa. Le imprese potranno accedere a finanziamenti in tempo reale, senza passaggi burocratici complessi, grazie a piattaforme digitali e algoritmi di valutazione automatizzati.

Maggiore personalizzazione del credito: i modelli di scoring evolveranno, passando da valutazioni standardizzate a sistemi dinamici e predittivi, basati su dati operativi e finanziari in tempo reale. Questo consentirà un accesso al credito più flessibile, con condizioni su misura per le caratteristiche specifiche di ogni impresa. Ruolo crescente della sostenibilità e dell’innovazione: le aziende che investiranno in transizione ecologica, digitalizzazione e innovazione avranno più opportunità di finanziamento.

Fondi pubblici, venture capital e istituti bancari premieranno le realtà che dimostrano un modello di crescita sostenibile e scalabile. Per le imprese, la chiave sarà anticipare questi cambiamenti, digitalizzando la propria gestione finanziaria, diversificando le fonti di finanziamento e strutturando piani di crescita solidi e trasparenti. Chi saprà adattarsi a questo nuovo ecosistema finanziario, sfruttando strumenti innovativi e strategie di lungo termine, avrà un vantaggio competitivo decisivo nel mercato di domani».

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