Un emendamento di FdI al dl bollette intendeva eliminare il click day per il bonus elettrodomestici e renderlo uno sconto in fattura, ma in fase di esame la modifica è stata ritenuta inammissibile
La proposta di modifica al bonus elettrodomestici, avanzata da Fratelli d’Italia con un emendamento al decreto bollette, alla fine è stata riammessa grazie al ricorso presentato dopo le dichiarazioni di inammissibilità. L’emendamento prevede l’abolizione del solito click day per passare alla modalità dello sconto in fattura, lo stesso utilizzato negli anni con il Superbonus. Sarebbe stato eliminato, inoltre, il riferimento alla nuova classe energetica B come soglia minima di efficienza per l’acquisto. L’emendamento prevede che per accedere all’agevolazione l’acquisto di un nuovo elettrodomestico dovesse corrispondere allo smaltimento di uno vecchio. In pratica, una sostituzione con miglioramento della classe energetica.
Dl bollette, gli emendamenti inammissibili
Inammissibile invece la proposta, sempre di FdI, di rinviare di sette mesi l’obbligo per le imprese di assicurazione contro le catastrofi naturali. Complessivamente, su 323 emendamenti, ne sono stati dichiarati inammissibili – compresi gli identici – 84. Tra questi anche la proposta che salvava le auto aziendali prenotate nel 2024 ma in consegna nel 2025 dal nuovo sistema di tassazione dei fringe benefit. Fermata anche la proposta bipartisan per l’istituzione di un fondo da destinare a Comuni, città metropolitane e province per «garantire la continuità dei servizi energetici erogati». Tra gli emendamenti condivisi da maggioranza e opposizione è stato dichiarato inammissibile anche quello di FI, Lega e M5S per incentivare la riconversione dei container dal gasolio alle batterie elettriche.
Polizze catastrofali e auto aziendali
Per quanto riguarda le polizze catastrofali, la proposta della maggioranza prevedeva una proroga di sette mesi dell’obbligo di sottoscrizione da parte delle attività produttive di sottoscrivere una polizza assicurativa contro le calamità come alluvioni, frane e terremoti. Per il momento, in attesa del riesame, quindi, l’obbligo dovrebbe entrare in vigore a partire dal 31 marzo. Un ulteriore emendamento azzerava la clausola di salvaguardia per dipendenti e imprese che hanno prenotato prima del 31 dicembre 2024 un veicolo aziendale: prevedeva che, se concesso in uso promiscuo tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2024 e ordinato entro questa ultima data e concesso in uso promiscuo dal primo gennaio 2025, rimanessero fedeli le regole fiscali esenti dalle nuove maggiorazioni dei costi chilometrici previsti per i veicoli a benzina, gasolio e ibridi. Per Aniasa (l’Associazione che rappresenta il settore della mobilità a noleggio) tale continuo stop & go legislativo è un’occasione persa per sanare una situazione di scarsa chiarezza tributaria. «Imprese di noleggio, case auto, concessionari e, più di tutti, driver e aziende clienti si trovano a gestire migliaia di ordini ed immatricolazioni in base ad una normativa che, seppur avvantaggia le alimentazioni elettriche, penalizza l’87% delle autovetture aziendali in uso promiscuo. La clientela del noleggio a lungo termine sta provvedendo ad una proroga generalizzata dei contratti, stimiamo nel solo 2025 una riduzione di immatricolazione pari al 30%, circa 70 mila autovetture in meno sul 2023. Parliamo di 2,7 miliardi in meno di Pil».
Bonus elettrodomestici, il decreto attuativo
In merito al bonus elettrodomestici, se la modifica fosse entrata in vigore, sarebbe stato compito del rivenditore recuperare lo sconto «mediante credito d’imposta fruibile esclusivamente in compensazione», si legge nel provvedimento. La novità principale riguardava soprattutto la classe energetica del nuovo elettrodomestico che il consumatore intende acquistare: abolendo la definizione di un livello di efficienza, l’individuazione di una classe minima era rinviata a un decreto attuativo del ministero delle Imprese e del made in Italy e del ministero dell’Economia e delle finanze. Un provvedimento ora ancora più urgente per definire le modalità di attribuzione e che conterrà anche una lista degli strumenti che si potranno acquistare con il contributo. La scadenza – a prescindere dalla proposta dello sconto in fattura, al momento saltata – era prevista per febbraio.
Gli importi
Il bonus elettrodomestici, così come introdotto per quest’anno, rimane in vigore e può arrivare a coprire fino al 30% del costo di acquisto del nuovo strumento, per un importo massimo non superiore a 100 euro. Il valore dell’agevolazione si eleva a 200 euro se il nucleo familiare dell’acquirente ha un Isee inferiore a 25 mila euro all’anno. Il contributo è fruibile per l’acquisto di un solo elettrodomestico e ha una dotazione complessiva di 50 milioni di euro.
Le perplessità dei retailer
La proposta di modifica intendeva accogliere le perplessità dell’Aires, Associazione dei retailer elettrodomestici specializzati, che aveva chiesto di adottare una strategia alternativa rispetto alle procedure digitali che rischiavano di penalizzare la clientela dei negozi fisici. Da qui l’ipotesi di introdurre un meccanismo simile a quello del bonus TV 2024, che permetteva di rottamare direttamente il vecchio apparecchio presso il punto vendita, con lo sconto applicato immediatamente sull’acquisto.
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